domenica 3 luglio 2016


appuntamento a 4, due amici fidanzati, io e un’amica dei fidanzati: il mio disinteresse nei confronti degli umani non è mai in vacanza, niente di eccessivo in questa tipa, non è eccessivamente bella come non è eccessivamente brutta, non trasuda fascino intellettuale ma non è nemmeno particolarmente sciocca… sono io sempre più spesso terribilmente apatico e disinteressato alla gente, agli umani che mi capitano a tiro… emozioni e sensazioni, queste cosette, nascono e muoiono dentro di me…pura autarchia emotiva battelliana… ora, rientrato a casa, sono completamente Io e posso sfoggiare la mia splendida e integrale assenza di trucco…le persone che mi circondano non m’interessano un granchè…. tra poco mi lascio andare alla deriva e spero di crogiolarmi in un sonno in cui sognerò una notte col mio amato rimbaud… accarezzo una mia notte battelliana che nasce ora, distante dalle persone e dal mondo dei viventi…… mi adoro in tutta la mia megaindifferenza… mi sorrido accarezzando la mia distanza da tutti i viventi …

 

 

martedì 28 giugno 2016


…io vivo di giorno e muoio di notte…ogni notte… il disprezzo per la vita sorge in me ogni notte, amabile e indistruttibile come un monumento terrestre che sogna il volo…

giovedì 23 giugno 2016


… di giorno mi capita di provare piacere nel cercare di tenermi in forma, parchetto con la palla da basket, qualche addominale a casa, cose così… poi di notte comincio a dilatarmi lo stomaco con qualche ettolitro di birra in puro stile bukowski e via dicendo… e provo piacere anche nel vedere la pancia-da-birra… jekyll & hide che sorgono e tramontano l’uno escludendo l’altro… bah…adoro da morire colorare il mio nero fondo come il fondale di un lago di nero inchiostro e… c’è una ragione perché sto scrivendo queste cose? di sicuro se tra qualche secolo, in qualche strano modo, incrociassi queste parole, mi ci riconoscerei immediatamente, come vedere in un lampo la propria immagine riflessa in uno specchio… mi sembra una buona ragione… mi accarezzo la mia pancia notturna e sorrido…quando sorrido da solo, di notte, tra me e me… in un battito di ciglia m’innamorerei di me stesso…

sabato 18 giugno 2016


… la mia anima, a contatto con la vita, prova sempre più una certa indifferenza che più che farla soffrire la fa sorridere come un meraviglioso pagliaccio che se ne infischia di essere incompreso dal pubblico pagante… adoro sentirmi un estraneo in questo piccolo mondo in cui sono stato catapultato qualche secolo fa… a seconda dei punti di vista, l’indifferenza può essere fonte di sofferenza o di sorrisi…

lunedì 13 giugno 2016


… l’umanità è solo un formicaio visto dall’alto delle nuvole

giovedì 9 giugno 2016


il mondo è un pollaio, l’intelligenza è un tramonto che tende alla dispersione… l’orizzonte è… dio, in certi momenti ascoltare i pink floyd è pura e sottile esaltazione mentale…

domenica 5 giugno 2016


… la morte è un male che seduce con la sua profonda oscurità… adoro spegnermi come un petalo che cade nel fondo di una disgrazia senza desideri… a volte mi piace pensare di essere nato per giocare con il vuoto, con i versi, con i sentieri, con le carte, con la lentezza e con l’indifferenza…

venerdì 3 giugno 2016


[sintetica introduzione alla tesina di terza media della figlia di una collega… oggetto la luna …casta diva…]

 

Nel ‘600 la letteratura italiana attraversò un periodo d’involuzione, gli scrittori si concentravano quasi esclusivamente sull’elemento musicale e sulla sonorità della parola, l’attenzione alla musicalità della parola non mancava di certo nei precedenti grandi scrittori della letteratura italiana come Dante, Boccaccio o Petrarca, ma mentre allora la musicalità della parola si sposava al concetto espresso, nel ‘600 la sonorità e la melodia divenne la vera essenza della letteratura, si badava quasi esclusivamente alla forma e la letteratura divenne un vuoto esercizio di eleganza stilistica. La parola non serviva più a suscitare idee ma era solamente un suono e così, di conseguenza, nacque il dramma in musica o melodramma. Il melodramma, uno spettacolo teatrale in cui l’azione è espressa attraverso la musica e il canto, nacque dunque nel ‘600 e trovò sempre maggior fortuna in tutta Europa nel ‘700 e nell’ ‘800 ma l’Italia rimase la vera culla di questo genere, grazie a compositori come Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. In una delle opere più note di Vincenzo Bellini, la “Norma”, c’è una parte intitolata “casta diva” che è sicuramente la pagina più famosa composta da Bellini. L’opera è ambientata in Gallia, all’epoca della dominazione romana, e una delle protagoniste, la sacerdotessa Norma, inoltratasi nel bosco per cercare erbe e piante per le sue pozioni, ad un certo punto eleva la sua preghiera alla luna, da lei chiamata “casta diva”:

 

 

Casta Diva che inargenti
Queste sacre antiche piante,
A noi volgi il bel sembiante
Senza nube e senza vel.

Tempra o Diva,
Tempra tu de' cori ardenti,
Tempra ancor lo zelo audace,
Spargi in terra quella pace
Che regnar tu fai nel ciel.

martedì 31 maggio 2016


ho sognato la morte del sole, la vittoria della luna, la grandezza degli dèi, il disgusto degli uomini, il freddo e musicale silenzio delle anime che soffrono nei recessi delle imperfezioni di questo mondo senza troppe emozioni… le onde dell’inquietudine accompagnano la mia mortale adolescenza che si protrae senza rumore…

giovedì 26 maggio 2016


… mi sento vivo e sono morto… o forse  è il contrario, boh… adoro sentire che sono IO… adoro sentire che sono ancora lo stesso sedicenne che contemplava il cielo a notte fonda… adoro amarmi e sentirmi lo stesso sedicenne di …quand’avevo sedici anni, adoro essere lo stesso pagliaccio di sempre… adoro la mia mistica, brutale indifferenza… sono un lento e assurdo tram che percorre i sentieri malati del piacere silenzioso… adoro non dimenticare le frasi che non ho pronunciato nella mia esistenza… osservo le viuzze cerebrali che cantano sottovoce là dove abitano i miracoli senza tempo… adoro assaporare i miei sogni che restano là dove sono, nel regno dell’incertezza e del linguaggio così lontano dagli uomini… mi amo, così divino e così primitivo…

sabato 21 maggio 2016


…goduria orgasmica trovare nella chimica il piacevole sentore dell’ottundimento degli spigoli mentali… brutali pensieri ornamentali dolci come il sorriso della luna che bacia gli immortali… adoro abbracciare mentalmente i miei intimi sorrisi letali…

domenica 15 maggio 2016


… a volte l’anima chiede semplicemente buio, assenza di suoni e di colori, liscio, nudo, essenziale silenzio, assenza di rumore e di dolore… a volte un pizzico di buio è il migliore regalo da fare alla propria anima…

mercoledì 11 maggio 2016


…poche volte apprezziamo la perfezione della morte…come quando una falce miete una spiga nel pieno della sua maturità…non c’è eternità ad attendere quella spiga… quello è il momento giusto per abbandonare il mondo…

venerdì 6 maggio 2016


mi consumo mi logoro mi sfibro sbrandello una a una ogni mia cellula distruggendomi come uno stronzo e mentre lo faccio mi guardo allo specchio e ciò che vedo mi piace mi piace tremendamente mi piace e sono stupido e sono io. pallido e struccato mi abbandono alla deriva e ciò che vedo sono io. nel mio fiume nel mio mare nel mio vuoto nel mio nero nel mio bosco. sono io. giù nel mio inferno solitario come un animale che attende di morire. sono terribilmente spaventosamente genuinamente io. sorrido in bianco e nero. battelliano e maledetto sono io.

domenica 1 maggio 2016


annego nelle mie rovine di cristallo, gioco con le paure e il coraggio, contemplo la mia sposa di marmo, il mio cuore è colmo di terribile e agghiacciante ironia, sono pallido come un cadavere mentre sulla sponda del mondo attendo il mio precipizio, un passo, un solo passo e il mio ultimo respiro insanguinato si rivolterà come le labbra di una multicolore amante che spera solamente nel bacio di una pallottola vagante…