appuntamento a 4, due amici fidanzati, io e un’amica
dei fidanzati: il mio disinteresse nei confronti degli umani non è mai in
vacanza, niente di eccessivo in questa tipa, non è eccessivamente bella come
non è eccessivamente brutta, non trasuda fascino intellettuale ma non è nemmeno
particolarmente sciocca… sono io sempre più spesso terribilmente apatico e
disinteressato alla gente, agli umani che mi capitano a tiro… emozioni e
sensazioni, queste cosette, nascono e muoiono dentro di me…pura autarchia
emotiva battelliana… ora, rientrato a casa, sono completamente Io e posso
sfoggiare la mia splendida e integrale assenza di trucco…le persone che mi circondano
non m’interessano un granchè…. tra poco mi lascio andare alla deriva e spero di
crogiolarmi in un sonno in cui sognerò una notte col mio amato rimbaud…
accarezzo una mia notte battelliana che nasce ora, distante dalle persone e dal
mondo dei viventi…… mi adoro in tutta la mia megaindifferenza… mi sorrido
accarezzando la mia distanza da tutti i viventi …
domenica 3 luglio 2016
martedì 28 giugno 2016
giovedì 23 giugno 2016
… di giorno mi capita di
provare piacere nel cercare di tenermi in forma, parchetto con la palla da
basket, qualche addominale a casa, cose così… poi di notte comincio a dilatarmi
lo stomaco con qualche ettolitro di birra in puro stile bukowski e via dicendo…
e provo piacere anche nel vedere la pancia-da-birra… jekyll & hide che
sorgono e tramontano l’uno escludendo l’altro… bah…adoro da morire colorare il
mio nero fondo come il fondale di un lago di nero inchiostro e… c’è una ragione
perché sto scrivendo queste cose? di sicuro se tra qualche secolo, in qualche
strano modo, incrociassi queste parole, mi ci riconoscerei immediatamente, come
vedere in un lampo la propria immagine riflessa in uno specchio… mi sembra una
buona ragione… mi accarezzo la mia pancia notturna e sorrido…quando sorrido da
solo, di notte, tra me e me… in un battito di ciglia m’innamorerei di me stesso…
sabato 18 giugno 2016
… la mia anima, a contatto con
la vita, prova sempre più una certa indifferenza che più che farla soffrire la
fa sorridere come un meraviglioso pagliaccio che se ne infischia di essere
incompreso dal pubblico pagante… adoro sentirmi un estraneo in questo piccolo
mondo in cui sono stato catapultato qualche secolo fa… a seconda dei punti di
vista, l’indifferenza può essere fonte di sofferenza o di sorrisi…
giovedì 9 giugno 2016
domenica 5 giugno 2016
venerdì 3 giugno 2016
[sintetica
introduzione alla tesina di terza media della figlia di una collega… oggetto la
luna …casta diva…]
Nel ‘600 la letteratura
italiana attraversò un periodo d’involuzione, gli scrittori si concentravano
quasi esclusivamente sull’elemento musicale e sulla sonorità della parola,
l’attenzione alla musicalità della parola non mancava di certo nei precedenti
grandi scrittori della letteratura italiana come Dante, Boccaccio o Petrarca,
ma mentre allora la musicalità della parola si sposava al concetto espresso,
nel ‘600 la sonorità e la melodia divenne la vera essenza della letteratura, si
badava quasi esclusivamente alla forma e la letteratura divenne un vuoto
esercizio di eleganza stilistica. La parola non serviva più a suscitare idee ma
era solamente un suono e così, di conseguenza, nacque il dramma in musica o
melodramma. Il melodramma, uno spettacolo teatrale in cui l’azione è espressa
attraverso la musica e il canto, nacque dunque nel ‘600 e trovò sempre maggior
fortuna in tutta Europa nel ‘700 e nell’ ‘800 ma l’Italia rimase la vera culla
di questo genere, grazie a compositori come Rossini, Bellini, Donizetti e
Verdi. In una delle opere più note di Vincenzo Bellini, la “Norma”, c’è una
parte intitolata “casta diva” che è sicuramente la pagina più famosa composta da
Bellini. L’opera è ambientata in Gallia, all’epoca della dominazione romana, e
una delle protagoniste, la sacerdotessa Norma, inoltratasi nel bosco per
cercare erbe e piante per le sue pozioni, ad un certo punto eleva la sua
preghiera alla luna, da lei chiamata “casta diva”:
Casta Diva che inargenti
Queste sacre antiche piante,
A noi volgi il bel sembiante
Senza nube e senza vel.
Queste sacre antiche piante,
A noi volgi il bel sembiante
Senza nube e senza vel.
Tempra o Diva,
Tempra tu de' cori ardenti,
Tempra ancor lo zelo audace,
Spargi in terra quella pace
Che regnar tu fai nel ciel.
Tempra tu de' cori ardenti,
Tempra ancor lo zelo audace,
Spargi in terra quella pace
Che regnar tu fai nel ciel.
martedì 31 maggio 2016
ho sognato la morte del sole, la
vittoria della luna, la grandezza degli dèi, il disgusto degli uomini, il
freddo e musicale silenzio delle anime che soffrono nei recessi delle
imperfezioni di questo mondo senza troppe emozioni… le onde dell’inquietudine
accompagnano la mia mortale adolescenza che si protrae senza rumore…
giovedì 26 maggio 2016
… mi sento vivo e sono morto… o forse è il contrario, boh… adoro sentire che sono
IO… adoro sentire che sono ancora lo stesso sedicenne che contemplava il cielo
a notte fonda… adoro amarmi e sentirmi lo stesso sedicenne di …quand’avevo
sedici anni, adoro essere lo stesso pagliaccio di sempre… adoro la mia mistica,
brutale indifferenza… sono un lento e assurdo tram che percorre i sentieri
malati del piacere silenzioso… adoro non dimenticare le frasi che non ho
pronunciato nella mia esistenza… osservo le viuzze cerebrali che cantano
sottovoce là dove abitano i miracoli senza tempo… adoro assaporare i miei sogni
che restano là dove sono, nel regno dell’incertezza e del linguaggio così
lontano dagli uomini… mi amo, così divino e così primitivo…
sabato 21 maggio 2016
domenica 15 maggio 2016
mercoledì 11 maggio 2016
venerdì 6 maggio 2016
mi
consumo mi logoro mi sfibro sbrandello una a una ogni mia cellula
distruggendomi come uno stronzo e mentre lo faccio mi guardo allo specchio e
ciò che vedo mi piace mi piace tremendamente mi piace e sono stupido e sono io.
pallido e struccato mi abbandono alla deriva e ciò che vedo sono io. nel mio
fiume nel mio mare nel mio vuoto nel mio nero nel mio bosco. sono io. giù nel
mio inferno solitario come un animale che attende di morire. sono terribilmente
spaventosamente genuinamente io. sorrido in bianco e nero. battelliano e
maledetto sono io.
domenica 1 maggio 2016
annego nelle mie rovine di cristallo, gioco con
le paure e il coraggio, contemplo la mia sposa di marmo, il mio cuore è colmo
di terribile e agghiacciante ironia, sono pallido come un cadavere mentre sulla
sponda del mondo attendo il mio precipizio, un passo, un solo passo e il mio
ultimo respiro insanguinato si rivolterà come le labbra di una multicolore
amante che spera solamente nel bacio di una pallottola vagante…
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