Mi capita, in questi giorni, di non riuscire a volare. Solitamente , quando mi sento di merda, spicco il volo sfiorando grattacieli e campanili, mi tuffo nel cielo sopra le vostre teste, le vostre esistenze, e resto solo con la mia solitudine. In questi giorni, invece, mi capita di non riuscire a volare e mi ritrovo con i piedi per terra e con una solitudine così ordinaria, materiale, come un masso che mi pesa sullo stomaco e mi fa vomitare e non mi fa dormire. Voglio tornare a volare sopra i campanili e le città, vedere le vostre teste mentre nuoto leggero, nel cielo, e nessuno mi può toccare, niente mi può sfiorare. Preferisco di gran lunga la mia solitudine, quella che sa di cristallo e indifferenza, bellezza e distacco, diversità e silenzio…
sabato 8 marzo 2008
... ancora sopra i campanili e le città...
Mi capita, in questi giorni, di non riuscire a volare. Solitamente , quando mi sento di merda, spicco il volo sfiorando grattacieli e campanili, mi tuffo nel cielo sopra le vostre teste, le vostre esistenze, e resto solo con la mia solitudine. In questi giorni, invece, mi capita di non riuscire a volare e mi ritrovo con i piedi per terra e con una solitudine così ordinaria, materiale, come un masso che mi pesa sullo stomaco e mi fa vomitare e non mi fa dormire. Voglio tornare a volare sopra i campanili e le città, vedere le vostre teste mentre nuoto leggero, nel cielo, e nessuno mi può toccare, niente mi può sfiorare. Preferisco di gran lunga la mia solitudine, quella che sa di cristallo e indifferenza, bellezza e distacco, diversità e silenzio…
giovedì 28 febbraio 2008
Salvatore Toma dal "canzoniere della morte"
Il poeta è uno scienziato/coi piedi sulla terra,/sulla luna c'è andato/da appena nato.
Il poeta è un uomo/un poco morto/e conosce cose orrende/chissà come/per questo ride di voi/di tutti voi.
Presso mezzogiorno/mi sono scavata la fossa/nel mio bosco di querce,/ci ho messo una croce/e ci ho scritto sopra/oltre al mio nome/una buone dose di vita vissuta./Poi sono uscito per strada/a guardare la gente/con occhi diversi.
Il suicidio è in noi/fa parte della nostra pelle/in essa vibra respira si esalta/appartiene alla nostra vita/plana sui nostri pensieri/spesso senza motivo:/a volte l'idea sola/ci conforta ci basta/l'effetto al momento è identico/ci pare di rinascere/una nuova forza stordente/per un poco ci possiede/ci fa sentire immortali./Perciò io ho rispetto/di chi muore così/di chi così si lascia andare/perché solo chi si nega la vita/sa cosa significa vivere./L'assuefazione il contagio/il tirare avanti/la sopravvivenza son solo cose/per chi ha paura di frugare/e di guardarsi dentro.
Io ho l'incubo/della mia vita/fatta di grandi/sconcertanti conoscenze/e di sogni paurosi./Per questo credo/di vivere ancora per poco/e non rischiare/di sfiorare l'eternità./Se passa una nube/fra incerte piogge/quella è nube/in cerca di serenità.
Il poeta è un uomo/un poco morto/e conosce cose orrende/chissà come/per questo ride di voi/di tutti voi.
Presso mezzogiorno/mi sono scavata la fossa/nel mio bosco di querce,/ci ho messo una croce/e ci ho scritto sopra/oltre al mio nome/una buone dose di vita vissuta./Poi sono uscito per strada/a guardare la gente/con occhi diversi.
Il suicidio è in noi/fa parte della nostra pelle/in essa vibra respira si esalta/appartiene alla nostra vita/plana sui nostri pensieri/spesso senza motivo:/a volte l'idea sola/ci conforta ci basta/l'effetto al momento è identico/ci pare di rinascere/una nuova forza stordente/per un poco ci possiede/ci fa sentire immortali./Perciò io ho rispetto/di chi muore così/di chi così si lascia andare/perché solo chi si nega la vita/sa cosa significa vivere./L'assuefazione il contagio/il tirare avanti/la sopravvivenza son solo cose/per chi ha paura di frugare/e di guardarsi dentro.
Io ho l'incubo/della mia vita/fatta di grandi/sconcertanti conoscenze/e di sogni paurosi./Per questo credo/di vivere ancora per poco/e non rischiare/di sfiorare l'eternità./Se passa una nube/fra incerte piogge/quella è nube/in cerca di serenità.
venerdì 22 febbraio 2008
Freddo
ho voglia di fuoco e di sangue,sogno di essere assassinato, smembrato, sbrindellato, sogno fiumi di lava e rocce roventi...
…e mi ritrovo impassibile in un letto di ghiaccio.
il freddo sta congelando ogni stralcio di umanità
…e mi ritrovo impassibile in un letto di ghiaccio.
il freddo sta congelando ogni stralcio di umanità
lunedì 18 febbraio 2008
...alla deriva


Chissà dove mi sta portando la corrente a cui mi abbandono come un corpo morto…
Sento l’aria divenire sempre più acìdula e infernale, un’aria dal colore rosso fuoco di certi tramonti che si disinteressano interamente del mondo che vorrebbe incorniciarli… Ma il sole e il romanticismo sono così lontani, agli antipodi del luogo in cui mi trovo ora… Ho perduto ogni riferimento terreno, gli schiamazzi e i clamori sono distanti e così i conforti costieri, gli occhi dei fari e delle stelle…
Sono un battello in mezzo ad un mare di nebbia, un sèguito di lupi fedeli mi accompagna da sempre a difesa della mia tristezza, mia sorella e amante…
Sono un battello alla deriva, alla disperata ricerca dei lidi primordiali dove ci si cibava di sangue e carne cruda, l’ebbrezza, lo sconvolgimento dei sensi, sono il mio sogno con cui cerco di restare in vita, tra una giornata e l’altra trascorsa mascherato da pagliaccio…
La scìa che mi lascio dietro, di sangue, sesso, alcool, morte, lacrime, sudore e disperazione, svanisce inghiottita dalla nebbia che mi separa da tutti voi che, se pure provate a rimanere in silenzio, non riuscite a sentire i miei lupi in lontananza…
Sento l’aria divenire sempre più acìdula e infernale, un’aria dal colore rosso fuoco di certi tramonti che si disinteressano interamente del mondo che vorrebbe incorniciarli… Ma il sole e il romanticismo sono così lontani, agli antipodi del luogo in cui mi trovo ora… Ho perduto ogni riferimento terreno, gli schiamazzi e i clamori sono distanti e così i conforti costieri, gli occhi dei fari e delle stelle…
Sono un battello in mezzo ad un mare di nebbia, un sèguito di lupi fedeli mi accompagna da sempre a difesa della mia tristezza, mia sorella e amante…
Sono un battello alla deriva, alla disperata ricerca dei lidi primordiali dove ci si cibava di sangue e carne cruda, l’ebbrezza, lo sconvolgimento dei sensi, sono il mio sogno con cui cerco di restare in vita, tra una giornata e l’altra trascorsa mascherato da pagliaccio…
La scìa che mi lascio dietro, di sangue, sesso, alcool, morte, lacrime, sudore e disperazione, svanisce inghiottita dalla nebbia che mi separa da tutti voi che, se pure provate a rimanere in silenzio, non riuscite a sentire i miei lupi in lontananza…
Un piccolo, sincero abbraccio a chi leggerà queste parole, certe volte le vostre flebili voci riescono a scaldare un pochino il sangue a questo triste pagliaccio perduto chissadove....
venerdì 8 febbraio 2008
dedicato...

Il titolo di questo post potrebbe essere “dedicato a chi mi chiede “come stai?” e vuole saperlo per davvero…
Sprofondo nel mio mare d’indifferenza, asfissiato dal cupo abbraccio del mio vortice di dolore e solitudine… …penso ai vortici di sofferenza che hanno risucchiato nel vuoto alcuni miei “idoli adolescenziali” perché, un tempo, anch’io sono stato un essere umano… edgar poe, layne staley, kurt cobain... loro son crepati per davvero, forse in confronto alle loro la mia spirale di sofferenza può sembrare un gioco ma la verità è che anch’io sto attraversando la mia stagione all’inferno, la mia stagione dell’inquietudine…
Sprofondo nel mio mare d’indifferenza, asfissiato dal cupo abbraccio del mio vortice di dolore e solitudine… …penso ai vortici di sofferenza che hanno risucchiato nel vuoto alcuni miei “idoli adolescenziali” perché, un tempo, anch’io sono stato un essere umano… edgar poe, layne staley, kurt cobain... loro son crepati per davvero, forse in confronto alle loro la mia spirale di sofferenza può sembrare un gioco ma la verità è che anch’io sto attraversando la mia stagione all’inferno, la mia stagione dell’inquietudine…
Mi sento così distante dalle persone che mi circondano, e non parlo in astratto, niente mi tocca per davvero, le uniche energie che impiego nella quotidianità sono volte ad allestire la messinscena di una vita “normale” e devo dire che forse ho un buon talento teatrale perché nessuno sospetterebbe dell’esistenza di un mondo tenebroso nella vita di un così bravo ragazzo normale… probabilmente il mio maggior talento è quello di calcare la scena come il più triste di pagliacci…
venerdì 1 febbraio 2008
...come uno spot pubblicitario

Anche oggi solitudine e morte. E non parlo della mia solitudine,della mia morte…Mi capita di osservarle da vicino, di toccarle entrambe. E non parlo in astratto… I miei occhi sono così addestrati che è come se vedessero uno spot pubblicitario. Ma se gli occhi osservano con sufficienza, l’animo, come una pellicola fotografica, s’impressiona e mi ritrovo delle immagini stampate nel profondo… E delle volte, quando voglio star solo, mi siedo su un muretto che delimita il mondo, con tuttoquanto alle spalle, e davanti…. Davanti …. il vuoto, il nulla, il silenzio, il cosmo, il mistero….. e osservo queste foto, queste immagini…. E mi sento così solo, così distante da tutto e tutti e tristemente gioisco della mia solitudine..
domenica 20 gennaio 2008
Lucidità
.....Immensa sala da ballo, pavimento in marmo e deplorevoli colonne di sperma a frammentare la mia infanzia, vedo danzare la mia ragazza ed i miei amori solitari dagli occhi di metallo, danzano due ragazzine schiumanti abbigliate di leggero pastello primaverile, improvvisamente mi accorgo di essere uno di quelli che corrono verso la morte con inconscia illuminazione di rogo e di vetro, il sesso e la bottiglia sono i miei inginocchiatoi su cui cerco speranze e stralci di futili felicità. Il mio desiderio di morte oltrepassa la vostra cognizione di follia e diventa l’armonioso guanciale vellutato su cui vorrei spegnere le mie ore come mozziconi di vite da dimenticare....
domenica 13 gennaio 2008
"....Leviamo l'ancora..."

mmmmmm…. …voglia di scrivere e non avere niente da dire, che triste condanna! ma dopotutto sono nel mio mondo e, da lì, posso sempre inviarvi una mesta cartolina disabitata…
salgono a galla ricordi… più che ricordi lampi, flash di istanti trascorsi secoli fa, quando il mio cuore ancora pulsava e potevo ancora commuovermi per le tristi e gioiose bellezze del mondo… ora aspetto che la morte mi venga a cercare, aspetto guardando la pioggia, aspetto, aspetto… ( “O morte,vecchio capitano,è ora! Leviamo l’ancora…” ) ….
ho voglia di un addio , voglia di versare una sola lacrima, voglia di… non so nemmeno se di far la guerra o la pace con la vita…
venerdì 11 gennaio 2008
....da "Les fleurs du mal"
martedì 8 gennaio 2008
stanza vuota
Desiderio di chiudersi in una stanza vuota, lasciarsi alle spalle una porta chiusa, sedersi in compagnia di sé stesso e meditare, viaggiare, esplorare le sinuosità leggere,quelle pesanti, dimenticandosi che fuori il solito brusio indistinto continua, che lo sciame di mosche non si ferma…
sabato 15 dicembre 2007
Il giallo impossibile
Cosa volete che vi dica? Che sono dispiaciuto di non udire i vostri sguardi mentre m’infrango contro il sole? Volete che faccia marcia indietro e diventi l’eco di ciò che ero? Oh no signori miei, non ci siamo…
Non m’importa di sopravvivere, non tornerò indietro per cogliere i vostri insignificanti brusii , ora ho la certezza che non cadrò mai, volerò senza temere le solitudini azzurre e nere, sarò luce senza peso e senza palpiti, le mie labbra leggere sfioreranno il giallo impossibile…
Non m’importa di sopravvivere, non tornerò indietro per cogliere i vostri insignificanti brusii , ora ho la certezza che non cadrò mai, volerò senza temere le solitudini azzurre e nere, sarò luce senza peso e senza palpiti, le mie labbra leggere sfioreranno il giallo impossibile…
sabato 8 dicembre 2007
della sofferenza (sono come sono)
"Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente" (alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust).
ecco una frase che mi fa pensare alla mia apparentemente insana ricerca della sofferenza... delle volte precipitare nell'abisso, lasciarsi sprofondare nella tristezza più cupa e insondabile è un richiamo così intrinseco che non posso fare a meno di ascoltarlo,assecondarlo.... e se così non fosse..... non sarei io ( e grazie a Dio io sono io....)
ecco una frase che mi fa pensare alla mia apparentemente insana ricerca della sofferenza... delle volte precipitare nell'abisso, lasciarsi sprofondare nella tristezza più cupa e insondabile è un richiamo così intrinseco che non posso fare a meno di ascoltarlo,assecondarlo.... e se così non fosse..... non sarei io ( e grazie a Dio io sono io....)
martedì 4 dicembre 2007
martedì 20 novembre 2007
the million dollar hotel
…una delle mie impossibili cotte giovanili… eloise…. eloise, milla jovovich in the million dollar hotel… così…. oh si, così impalpabile ed evanescente, trascendente bellezza rarefatta e intoccabile…. a pensarci mi vengono in mente le parole del protagonista, il “maggiordomo dei pezzenti” tomtom “una bellezza, un amore per cui vale la pena di vivere e quindi anche un buon motivo per cui morire”….
eloise, qualcuno la definiva “solo una stupida puttanella”… ma che splendore quel suo animo innocente e incontaminato così distante da tutti e tuttoquanto…. una vera bellezza da sognare, una vera bellezza per cui vivere…. o morire…
eloise, qualcuno la definiva “solo una stupida puttanella”… ma che splendore quel suo animo innocente e incontaminato così distante da tutti e tuttoquanto…. una vera bellezza da sognare, una vera bellezza per cui vivere…. o morire…
venerdì 2 novembre 2007
cartolina da ... altrove
ecco la distanza siderale che soffoca le vostre voci, offusca i volti di tutti voi fino a lasciarmi completamente solo, completamente solo, così solo che voi non potete nemmeno immaginare. non parlo di assenza di compagnia, del desiderio di aver accanto qualcuno. parlo della consapevolezza di essere solo in tutto l’universo, e non sapete quanto poco m’interessate tutti voi in questi momenti.
le uniche cose percettibili sono certa musica ( ho ascoltato per un’ora e mezza l’orfeo ed euridice di gluck, the crystal ship dei doors ha suonato per una mezz’oretta di fila, ora ummagumma…) e certe pagine ( una stagione all’inferno, oh si, se la mia mano fosse in grado di scrivere il mio animo le detterebbe quelle parole… e dico ciò con la doverosa dose di umile e ossequiosa ammirazione ovviamente…). ….e poi…. …e poi la morte…
il mio pensiero dolcemente va a lei, senza sforzarmi, senza paura, con una sorta di bellissima e tristissima rassegnazione…
e mi ritrovo immerso in una gelida e soffice desolazione, e non cerco una via di scampo, non cerco di raggiungere la pochezza che fa parte del vostro mondo ormai obliato…
consumo vita ad ogni respiro in questa mia dimensione che è la prigione che mi separa dalle sbarre del vostro mondo
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