andato via. elegantissimo alieno e
pagliaccio. ti ascolto, e come sempre quando ti ascolto in piena notte, da
solo, nelle mie notti così mie, ti sento così familiare. e lo dice uno che
generalmente non avverte familiarità con le persone. cristosanto, quante volte
avrò sentito la tua voce? che cretinata scrivere come se ti parlassi. ma odio
sforzarmi e ora mi va di fare così. cristo, quante volte avrò sentito la tua
voce? ah, l’ho già scritto. che maestro sei stato nell’arte di indossare
maschere. hai attraversato la vita lasciando una scia di un sacco di cose. è possibile
sentire un vuoto quando chi se ne va nemmeno lo conosci? ma io ti ho sentito
tante di quelle volte, in tante di quelle notti. la tua voce è un pallido respiro
nella notte, la tua voce non tramonterà mai, con la tua voce ho innalzato
castelli di immagini impalpabili che, al sorgere del sole, si scioglievano come
un amore sognato. ti vedo camminare scalzo, vestito di bianco, alle tue spalle lasci
una traccia fatta di scorie di questo mondo, ti seguo con lo sguardo, senza
muovermi. tutt’attorno non ci sono muri, non esistono neanche le parole, il
linguaggio è finalmente un mare più bello di qualsiasi piumaggio. non ti dico
ciao e nemmeno buon viaggio. niente muri, niente fuochi, niente asfalto acciaio
cristalli specchi, niente nomi. solo bianco, solo mare. ti seguo con lo sguardo
accennando uno stralcio di sorriso.
mercoledì 13 gennaio 2016
venerdì 1 gennaio 2016
giovedì 24 dicembre 2015
mi graffio mi faccio adorabilmente del male
scavando bucando sanguinando colorandomi con la chimica con la libertà di
pensiero che si tinge di fanculo-al-mondo-intero. sono un drago dall’antica
pelle squamata sono un pallido adolescente con la brace nelle vene. sono. sono un
battello ottocentesco con lo scafo di legno corroso dall’acqua salmastra e dal
vento e le tempeste. sono….
mi amo mi adoro.
good night.
sabato 19 dicembre 2015
sento di persone che non vedono l’ora di
tornare a casa, riabbracciare i propri cari, stare in famiglia, cose così. cose
normali. questo tipo di cose io proprio non so cosa siano. passerei volentieri
tutto il tempo con me stesso. probabilmente quello storto sono io, i dritti
siete voi. la mia non è una scelta, una margherita non sceglie di avere i
petali bianchi, ce li ha e basta. le persone sono un impiccio, una zavorra, una
rottura di coglioni o semplicemente una noia mortale. quello storto sono io. le
margherite dovrebbero stare con le margherite, le persone storte con le persone
storte.
lunedì 14 dicembre 2015
mercoledì 9 dicembre 2015
dove sono finiti i miei sentimenti? come sempre,
in fondo al mare. e se voglio vederli devo fare il palombaro. mentre tutti gli
altri nuotano in superficie, mentre la giostra gira, mentre il circo allestisce
il solito spettacolo. danzano e cantano e saltano ma è tutto un indistinto
farfugliare di cui nulla m’importa. preferisco liberare le ali, giocare col
dolore, scherzare con l’orizzonte, baciare le ombre dalle facce scavate, con le
dita dirigere il vento. adoro pensarmi come un giullare, che danza e soffre,
libero e contento.
venerdì 4 dicembre 2015
un momento
di jazz e di vita e di notte. la mia mente è deliziosamente appannata,
stupendamente incoerente come una nera città senza rumore. il cielo e le nuvole
piene di un'essenziale marea notturna. una meravigliosa notte stanca,in cui
specchiarmi nel saggio silenzio tremendamente semplice. il mio cuore è scuro,
limpido e celeste.
lunedì 30 novembre 2015
scribacchiare
queste parole, ora, in piena notte, è per me una droga. un piacere che mi fa
pensare al mondo tutto intero come a un sassolino insignificante, brulicante di
inutili formichine di cui non m’interessa un cazzo. davanti a questo foglio io
sospiro, vivo e sorrido. non m’interessa comunicare chissà cosa. far danzare
queste parole, ora, è per me qualcosa che vale la pena di fare. in notti come
questa io mi dissocio dalla vita. e rotolo come un sogno sulle sponde delle mie
visioni. adoro sussurrare a me stesso come una luna che si specchia sulle acque
di un lago di montagna. mi capita di accarezzare tutte le morti avvenute in
tutte le sanguinose battaglie della storia dell’uomo. accarezzare la voce che
non c’è più della mia amica sofi. mi capita di desiderare di sputare sulle
colonne su cui si basa la società. in notti come questa adoro piangere e
ruggire contemporaneamente. in meraviglioso e prezioso silenzio. in notti come
questa adoro vedere le cose che gli altri non vedono.
giovedì 26 novembre 2015
domenica 22 novembre 2015
questa notte è scura come la morte. la morte regala ai vivi una
specie di dolce piacere simile ad un sogno. quante volte mi sono soffermato ad
assaporare quel piacere. stare accanto alla morte, parlarle, è tornare bambini
e sorridere, insolenti e sensibili come qualcosa di irrealizzato. pensare alla
morte, ora, è pronunciare una dolcissima sillaba che nessuno può comprendere.
mercoledì 18 novembre 2015
se cercassi di tradurre in parole questa mia
notte chissà cosa ne verrebbe fuori. non mi pongo il problema. ora la musica di
un sax, la mia anima acida, altezzosa e sanguinante, fuori un pozzo di buio e
veleno, mi tuffo e nuoto nelle mie pupille spente o accese, non so. questa mia
notte è un focolare, dove batte e risuona una splendida monotonia.
sabato 14 novembre 2015
giornata di pioggia. questa pioggia ha una
tristezza gialla, amara e profonda. colora l’aria e la giornata di questo suo
giallo ricurvo e immaginario. john coltrane nell’aria della mia stanza. se
tentassi di farvi comprendere cosa io vedo in questa pioggia, probabilmente
cercherei di fare letteratura. ma non m’interessa.
martedì 10 novembre 2015
venerdì 6 novembre 2015
stanotte mi sento di
cenere, un fiume di sangue e tristezza che vaga senza denaro tra l’erba e la saggezza di un giardino
senza gente. mi ubriaco di oscurità e di male, sogghignando davanti alle
finestre che si chiudono festeggiando patetiche notti del tutto prive di
incantesimi. tutti si divertono nei loro cimiteri di fumo, privi di alcuno
splendore. la luna è scarna ed è il mio taxi per la città con le ossa lungo i
marciapiedi senz’anima. le pecore sono chiuse nell’ovile, al caldo riposo
preferisco una stupida passeggiata di cristallo. la musica è uno spirito che
lascio entrare nella mia notte. sono la fiamma di un accendino nella notte.
lunedì 2 novembre 2015
abbandonarsi alle
allucinazioni è dare ossigeno a un animo che malvolentieri si adatta a questo
stupido sasso chiamato mondo. conquistare attimi di elegante e animalesca
libertà è il mio modo di ricamare su questo grigio drappo chiamato
quotidianità. preziosi e deliziosi veleni accendete le labbra prima che
diventino per sempre gelide e mute cicatrici sulla faccia.
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