mercoledì 13 gennaio 2016


andato via. elegantissimo alieno e pagliaccio. ti ascolto, e come sempre quando ti ascolto in piena notte, da solo, nelle mie notti così mie, ti sento così familiare. e lo dice uno che generalmente non avverte familiarità con le persone. cristosanto, quante volte avrò sentito la tua voce? che cretinata scrivere come se ti parlassi. ma odio sforzarmi e ora mi va di fare così. cristo, quante volte avrò sentito la tua voce? ah, l’ho già scritto. che maestro sei stato nell’arte di indossare maschere. hai attraversato la vita lasciando una scia di un sacco di cose. è possibile sentire un vuoto quando chi se ne va nemmeno lo conosci? ma io ti ho sentito tante di quelle volte, in tante di quelle notti. la tua voce è un pallido respiro nella notte, la tua voce non tramonterà mai, con la tua voce ho innalzato castelli di immagini impalpabili che, al sorgere del sole, si scioglievano come un amore sognato. ti vedo camminare scalzo, vestito di bianco, alle tue spalle lasci una traccia fatta di scorie di questo mondo, ti seguo con lo sguardo, senza muovermi. tutt’attorno non ci sono muri, non esistono neanche le parole, il linguaggio è finalmente un mare più bello di qualsiasi piumaggio. non ti dico ciao e nemmeno buon viaggio. niente muri, niente fuochi, niente asfalto acciaio cristalli specchi, niente nomi. solo bianco, solo mare. ti seguo con lo sguardo accennando uno stralcio di sorriso.

venerdì 1 gennaio 2016


… bellezza… semplice pura bellezza… me ne sto qui, davanti a questa pagina…a specchiarmi in essa… nel pieno cuore della notte, lontano dalle coste, dai porti… questa è la mia nave, lontano da tutto… l’universo immobile dietro un vetro in silenzio canta un vortice di vuoto…

giovedì 24 dicembre 2015


mi graffio mi faccio adorabilmente del male scavando bucando sanguinando colorandomi con la chimica con la libertà di pensiero che si tinge di fanculo-al-mondo-intero. sono un drago dall’antica pelle squamata sono un pallido adolescente con la brace nelle vene. sono. sono un battello ottocentesco con lo scafo di legno corroso dall’acqua salmastra e dal vento e le tempeste. sono….
mi amo mi adoro.
good night.

sabato 19 dicembre 2015


sento di persone che non vedono l’ora di tornare a casa, riabbracciare i propri cari, stare in famiglia, cose così. cose normali. questo tipo di cose io proprio non so cosa siano. passerei volentieri tutto il tempo con me stesso. probabilmente quello storto sono io, i dritti siete voi. la mia non è una scelta, una margherita non sceglie di avere i petali bianchi, ce li ha e basta. le persone sono un impiccio, una zavorra, una rottura di coglioni o semplicemente una noia mortale. quello storto sono io. le margherite dovrebbero stare con le margherite, le persone storte con le persone storte.

lunedì 14 dicembre 2015


…noi perduti alla deriva nel mezzo di un mare piatto nel mezzo di un mare in tempesta, un granello che non sa viaggiare sa a malapena galleggiare, noi un granello che non si fa guardare…

mercoledì 9 dicembre 2015


dove sono finiti i miei sentimenti? come sempre, in fondo al mare. e se voglio vederli devo fare il palombaro. mentre tutti gli altri nuotano in superficie, mentre la giostra gira, mentre il circo allestisce il solito spettacolo. danzano e cantano e saltano ma è tutto un indistinto farfugliare di cui nulla m’importa. preferisco liberare le ali, giocare col dolore, scherzare con l’orizzonte, baciare le ombre dalle facce scavate, con le dita dirigere il vento. adoro pensarmi come un giullare, che danza e soffre, libero e contento.

venerdì 4 dicembre 2015


un momento di jazz e di vita e di notte. la mia mente è deliziosamente appannata, stupendamente incoerente come una nera città senza rumore. il cielo e le nuvole piene di un'essenziale marea notturna. una meravigliosa notte stanca,in cui specchiarmi nel saggio silenzio tremendamente semplice. il mio cuore è scuro, limpido e celeste.

lunedì 30 novembre 2015

scribacchiare queste parole, ora, in piena notte, è per me una droga. un piacere che mi fa pensare al mondo tutto intero come a un sassolino insignificante, brulicante di inutili formichine di cui non m’interessa un cazzo. davanti a questo foglio io sospiro, vivo e sorrido. non m’interessa comunicare chissà cosa. far danzare queste parole, ora, è per me qualcosa che vale la pena di fare. in notti come questa io mi dissocio dalla vita. e rotolo come un sogno sulle sponde delle mie visioni. adoro sussurrare a me stesso come una luna che si specchia sulle acque di un lago di montagna. mi capita di accarezzare tutte le morti avvenute in tutte le sanguinose battaglie della storia dell’uomo. accarezzare la voce che non c’è più della mia amica sofi. mi capita di desiderare di sputare sulle colonne su cui si basa la società. in notti come questa adoro piangere e ruggire contemporaneamente. in meraviglioso e prezioso silenzio. in notti come questa adoro vedere le cose che gli altri non vedono.

giovedì 26 novembre 2015


i sogni sono fuochi d’artificio sparati dalla nostra anima, sono così intimi e personali… eppure… ogni notte… quanti sogni si elevano nel nulla della notte, come fumo danzante nel silenzio… quanta bellezza che s’infrange sugli scogli dell’inesistenza…

domenica 22 novembre 2015


questa notte è scura come la morte. la morte regala ai vivi una specie di dolce piacere simile ad un sogno. quante volte mi sono soffermato ad assaporare quel piacere. stare accanto alla morte, parlarle, è tornare bambini e sorridere, insolenti e sensibili come qualcosa di irrealizzato. pensare alla morte, ora, è pronunciare una dolcissima sillaba che nessuno può comprendere.
 

mercoledì 18 novembre 2015


se cercassi di tradurre in parole questa mia notte chissà cosa ne verrebbe fuori. non mi pongo il problema. ora la musica di un sax, la mia anima acida, altezzosa e sanguinante, fuori un pozzo di buio e veleno, mi tuffo e nuoto nelle mie pupille spente o accese, non so. questa mia notte è un focolare, dove batte e risuona una splendida monotonia.

sabato 14 novembre 2015


giornata di pioggia. questa pioggia ha una tristezza gialla, amara e profonda. colora l’aria e la giornata di questo suo giallo ricurvo e immaginario. john coltrane nell’aria della mia stanza. se tentassi di farvi comprendere cosa io vedo in questa pioggia, probabilmente cercherei di fare letteratura. ma non m’interessa.

martedì 10 novembre 2015


un misto di ironia e nervosismo sottopelle. un misto di allegria e fancazzismo tra le lenzuola del mio animo che cerca di trovare un colore nascosto, un bacio mai ascoltato. ultimamente sono più pigro che mai, adoro starmene con me stesso dimenticandomi di tutto il resto.

venerdì 6 novembre 2015

stanotte mi sento di cenere, un fiume di sangue e tristezza che vaga senza denaro  tra l’erba e la saggezza di un giardino senza gente. mi ubriaco di oscurità e di male, sogghignando davanti alle finestre che si chiudono festeggiando patetiche notti del tutto prive di incantesimi. tutti si divertono nei loro cimiteri di fumo, privi di alcuno splendore. la luna è scarna ed è il mio taxi per la città con le ossa lungo i marciapiedi senz’anima. le pecore sono chiuse nell’ovile, al caldo riposo preferisco una stupida passeggiata di cristallo. la musica è uno spirito che lascio entrare nella mia notte. sono la fiamma di un accendino nella notte. 

lunedì 2 novembre 2015

abbandonarsi alle allucinazioni è dare ossigeno a un animo che malvolentieri si adatta a questo stupido sasso chiamato mondo. conquistare attimi di elegante e animalesca libertà è il mio modo di ricamare su questo grigio drappo chiamato quotidianità. preziosi e deliziosi veleni accendete le labbra prima che diventino per sempre gelide e mute cicatrici sulla faccia.